Ispirazione della Parashah – Ki Tetzé

זָכ֕וֹר אֵ֛ת אֲשֶׁר־עָשָׂ֥ה לְךָ֖ עֲמָלֵ֑ק בַּדֶּ֖רֶךְ בְּצֵֽאתְכֶ֥ם מִמִּצְרָֽיִם: אֲשֶׁ֨ר קָֽרְךָ֜ בַּדֶּ֗רֶךְ וַיְזַנֵּ֤ב בְּךָ֙ כָּל־הַנֶּֽחֱשָׁלִ֣ים אַֽחֲרֶ֔יךָ וְאַתָּ֖ה עָיֵ֣ף וְיָגֵ֑עַ וְלֹ֥א יָרֵ֖א אֱלֹהִֽים:

Ricordati di quel che ti fece Amalec, durante il viaggio, quando uscisti dall’Egitto. Egli ti attaccò per via, piombando da dietro su tutti i deboli che camminavano per ultimi, quando eri già stanco e sfinito e non ebbe alcun timore di Dio.

La porzione di Torah di questa settimana contiene 74 mitzvot diverse che Moshe Rabeinu racconta ai figli di Israele. La porzione si conclude con la mitzvah: Ricordati di Amalek.

Questa mitzvah non viene letta solo come parte della porzione settimanale di Torah, viene anche letta come versetto del Maftir (persona che conclude la lettura della Torah di Shabbat) durante lo Shabbat Zachor, lo Shabbat immediatamente prima di Purim. E’ un lettura che contiene un monito: Haman era Amalekita. Dobbiamo ricordare quello che alcune persone e alcuni popoli, ci hanno fatto nel corso della nostra storia.

Ad un primo sguardo, questo può confondere un po’. Non dobbiamo forse amare il nostro prossimo come noi stessi? Non dovremmo offrire l’altra guancia? Ma un esame più attento ci rivela che queste mitzvot non presentano un machloket (divergenza di opinioni).

Se il nostro nemico chiede perdono, ci viene ordinato di perdonare. Non ci è ordinato di ignorare quello che ha fatto il nostro nemico, non ci è comandato neppure di pretendere che, quello che il nostro nemico ha fatto, non sia mai successo. Perdono non significa che non debba esserci una compensazione. Infatti parte del processo del chiedere perdono consiste nel fare un atto compensatorio. Anche allora, spetta a noi ricordare quello che il nostro nemico ha fatto, anche quando non è più nostro nemico.

Se qualcuno ci tradisce e fa un atto compensatorio e chiede perdono, ci viene ordinato di perdonarlo. Non ci è ordinato di fidarci di nuovo di lui. Questa differenza è di vitale importanza da comprendere. La fiducia è qualcosa che dovremmo dare liberamente a Hashem e al Mashiach. La fiducia tra le persone è guadagnata e, se rotta, può essere riparata o meno. Recuperare la fiducia è un compito difficile. Può essere fatto, ma richiede tempo. Il processo di recupare la fiducia è qualcosa che tutti noi abbiamo attraversato e attraverseremo da entrambi i lati dell’equazione. Per esempio, se il tuo figlio adolescente ha fatto un incidente perché non è stato sufficientemente attento, lo perdonerai, se è contrito. Tuttavia, questo non significa che devi dargli immediatamente le chiavi della macchina di nuovo. La fiducia deve essere ristabilita prima.

Ricordati di Amalek. Questo comandamento ci insegna anche che qualsiasi cosa facciamo oggi, dobbiamo tenere a mente anche la storia. Tutti gli esseri umani hanno la tendenza ad agire come se la storia iniziasse il giorno in cui sono nati. Dobbiamo cercare di eliminare questa tendenza e di guardare le nostre potenziali azioni attraverso le lenti della prospettiva storica. Uno dei grandi Rishonim, Yehudah HaLevi, ci insegna a riconoscere l’esistenza di HaShem tramite la comprensione dell’impossibilità della storia del popolo Ebraico senza HaShem. Mentre vediamo HaShem nella nostra storia, dobbiamo comprendere il nostro posto nella storia. Per comprendere il nostro posto nella storia, dobbiamo imparare la storia. Per imparare la storia dobbiamo ricordare. Questo include ricordare Amalek.

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Rabbi Steven Bernstein

Steve was born on Lag B’Omer in Ann Arbor, MI but was raised in Gainesville, FL. The son of two University of Florida professors, he excelled in the sciences in school. In addition to his normal academic studies, he pursued his Jewish education studying with many Rabbis and professors of Judaic Studies from the University including visiting Rabbis such as Abraham Joshua Heschel and Shlomo Carlebach.